perché il caffè ci sveglia?

Inauguro il mio ritorno su questi schermi (evviva, evviva, evviva per tre cose belle che mi hanno tenuto lontana dal blog: la laurea conclusa; un’esperienza splendida di divulgazione e animazione scientifica, durata alcuni mesi, per bambini e ragazzi in un Museo della Scienza; ed infine il progetto imminente di trasferirmi all’estero per specializzarmi! 🙂 ) raccontandovi con molto piacere, ed  in modo spero per tutti semplice, uno dei motivi per cui il caffè ci dà una bella carica mentale e fisica. Per me è affascinantissimo, chiunque può comprenderlo bene e sentirsi dunque ancora più inebriato la prossima volta che sorseggia una tazzina della famosa bevanda, pensando a ciò che accadrà all’interno delle sue cellule 🙂

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Quando noi siamo ben svegli ed attivi non ci sembra difficilissimo concentrarci su qualcosa di difficile, compiere sforzi fisici o eseguire più tasks contemporaneamente, e lo è poco anche per il nostro sistema nervoso – il quale trasforma la nostra volontà ed intenzione in atti concreti. Invece, quando siamo stanchi e affaticati sentiamo una grande differenza in questo passaggio (pensare di fare una cosa – farla bene ed in tempi rapidi), eppure tale differenza non si trova a livello della nostra voglia di compiere delle azioni; è proprio il lavoro che avviene a livello del sistema nervoso centrale a risultare rallentato. Come mai?

Quando noi subiamo uno stimolo dall’esterno, o prendiamo una decisione che ci porta a compiere un’azione, avvengono dei meccanismi a cascata, detti trasduzioni del segnale. Le cellule, anche distanti tra loro, hanno bisogno di comunicare per mezzo di molecole segnale – detti primi messaggeri -, come gli ormoni: un esempio potrebbe essere un grosso spavento che induce il rilascio di adrenalina dai distretti dove viene prodotta fino alle cellule che deve raggiungere, mettiamo caso cellule muscolari in cui indurre una reazione.

Quando questi primi messaggeri raggiungono le cellule, si legano al loro involucro esterno – la membrana – tramite appositi bottoncini fatti apposta per loro, i recettori. Questi recettori comunicano all’interno della cellula che hanno subìto il legame del primo messaggero, e un secondo messaggero – che invece vive sempre dentro la cellula, all’interno della quale però anche certe distanze possono essere grandi – percepisce il messaggio e lo trasforma in altri eventi di risposta, recapitandolo in una forma opportuna. E’ una sorta di staffetta molto efficiente.

Arrivando al punto caldo di questo discorso vi presento dunque uno dei tantissimi eroi sottovalutati che abita le mie e vostre cellule, trasferendo messaggi in modo super rapido ed efficiente: ha un nome lunghetto – adenosina monofosfato ciclico – ma dagli amici si fa chiamare cAMP, o AMP ciclico, ed è appunto un secondo messaggero. Quello che fa è trasportare messaggi utili ad una serie di funzioni legate allo stato di veglia e di attività.

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Come vedete da questa figura, il nome ciclico ha un senso preciso: la molecola di partenza è lineare e prende semplicemente il nome AMP, ma grazie all’azione di un enzima (proteina che apporta delle trasformazioni a delle molecole), chiamato Adenilato Ciclasi, perde un pezzo della sua “coda”, viene ripiegato e chiuso su se stessa, formando un circoletto come vedete a destra. In questa forma, funziona nel modo che vi ho descritto prima. Ma un’ombra oscura minaccia ogni giorno l’attività del nostro cAMP: la stanchezza. Quando siamo svegli da parecchie ore, infatti, tutte le molecole di cAMP piano piano cominciano a dispiegarsi e a diventare lineari; il braccio che richiudeva a cerchio la molecola si apre, la molecola diventa una “semplice” adenosina monofosfato. In questa forma, essa non è più un secondo messaggero e non è più in grado di trasportare messaggi dalla membrana cellulare all’interno. 

Anche questo dispiegamento, però, non avviene sponteaneamente: esiste un enzima contrario all’AC sopracitata – io vi scrivo i nomi perché è affascinante, in una storia, che si sappia che ogni personaggio ha un nome suo, ma voi tanto non dovete impararli 🙂 – , chiamato Fosfodiesterasi. Questa Fosfodiesterasi possiamo pensarla come l’enzima, appunto, della stanchezza, forse esagerando con la fantasia potreste divertirvi a pensare che si tratti di un sindacalista che vuole che si rispettino gli orari di lavoro dell’AMP ciclico e che lavora dispiegandone la sua forma circolare, rendendo dunque meno veloce la comunicazione nervosa e facendoci percepire la fatica. Ed ecco che interviene la Caffeina nella nostra storia: un potente inibitore della Fosfodiesterasi. Le impedisce di compiere questa trasformazione, quindi in circolo restano più molecole di AMP che, nella forma ciclica, continueranno a trasdurre il segnale delle nostre attività di veglia in modo rapido ed efficace. 

Ricapitolando, la caffeina che assumiamo grazie a caffè, cioccolata, …e coca cola (#perfavoreno) fa in modo che nelle nostre cellule alcune molecole in grado di trasportare velocemente segnali relativi allo stato di veglia ed attività non vengano trasformare in molecole incapaci di farlo!

Se siete consumatori abituali di caffè vi sarete resi conto che il suo effetto cambia molto a secondo di quanto si è ad esso dipendenti. Infatti tale inibizione dell’apertura del cAMP da parte della caffeina è maggiore quando essa è assunta sporadicamente. Nessun momento migliore di questo, dunque, per aggiungere la mia predicuccia quotidiana: per il bene di pressione sanguigna, smalto dentale e colesterolo (ebbene sì, esiste una relazione…) è meglio limitarsi ad una, massimo due tazzine quotidiane 🙂 

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 Concludo con un suggerimento: avete mai pensato di sbarazzarvi dello zucchero nel caffè? Specialmente se quello raffinato (bianco): all’inizio non vi dirò che non sarà traumatico, perché lo sarà, ma tempo una settimana, un po’ di buona volontà, e potrete gustare un sapore molto più autentico. Provate! Io finalmente prima dell’estate ho deciso di farlo e adesso la mia tazzina ogni tanto è diventata ancora più gradevole. Non riuscirei mai più a zuccherare il caffè, è diventato un piacere “puro”! Quanti cucchiaini di zucchero mettevo prima di decidere di toglierlo? Ehhhmmmm…… ^_^

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